sabato 18 settembre 2010

le bolle mondi

Le bolle mondi
Ci sono le mega bolle-mondi, quelle che raccolgono universi interi e sconosciuti, che regalano dinamiche ancora a noi ignote, il cosmo, i suoi misteri, le nostre fantasie para-scientifiche … alpha, beta, gamma, odissea nello spazio, star treck ecc … poi ci sono le grandi bolle-mondi sulla terra a noi conosciuta, sono quelle che regolano l’economia, la politica, la finanza, che gestiscono la vita di noi comuni mortali, che ci fanno andare avanti, anche se non capiamo, che ci fanno votare, incazzare, dividere, unire senza capirne il senso.
Ci sono le medie bolle-mondi, che sono la famiglia, la scuola, il lavoro, che regolano il nostro quotidiano, che ogni giorno ci fanno volare nella direzione giusta, dove soffia il vento, ci fanno alzare la mattina con un obbiettivo, con la fiducia in noi stessi o col perenne senso d’insoddisfazione. Questo però non si discute mai.
Infine ci sono le piccole bolle-mondi (o sotto-bolle, sotto-mondi) che sono le bolle che ognuno soffia sopra la propria testa per partire, per farsi un giro, per uscire dalle grandi e medie bolle-mondi, quasi mimetizzandosi. Queste piccole bolle-mondi, si trovano nelle piccole cose e occupano un piccolo spazio, o almeno lo crediamo. In queste piccole bolle-mondi in realtà c’è tutto quello che vogliamo, che sogniamo, che desideriamo ... nell’attimo in cui le soffiamo per viaggiare via, per creare un distacco dalle cose, in realtà ci perdiamo in esse. Forse in queste piccole bolle mondo ci salviamo. A volte però, anche se questi spazi sono esigui, spesso non vengono concessi. Forse fanno più paura delle grandi bolle-mondi! Chissà perché?

La continua meraviglia
Se non avessi questo corpo, sarei aria. Aria perché son convinta che qualcosa sarei pur di trovarmi qui. Aria e vento o fuoco e vento, oppure acqua. Certi giorni penso: terra.
Terra lo sarò un giorno.
Sarà per la mia deformazione, ma tutto mi sfugge. Ieri pensavo:«Come vivere per sentire la presenza di tutti i giorni?». Tutto mi sfugge. Psicosomatico dice il medico, un blocco che ha cominciato con attanagliarmi il cuore, un peso che mi impediva di respirare, poi il blocco ha colpito la muscolatura le braccia le mani. Un intervento d’urgenza ha permesso la mia sopravvivenza. Respiro ancora, ma non ho più l’uso delle mani. Un compromesso. Ho le gambe e la testa per viaggiare, la voce e gli occhi per conoscere il mondo. La pelle che protegge, contiene e separa me dagli altri. Molti lamentano di aver perduto la memoria io sono tra i pochi ad aver perso l’uso delle mani.
Tutto lucido perfetto fino a quel giorno: studiavo arte all’accademia, secondo anno. Durante la lezione di figura dal vero lavoravamo su grandi cavalletti di legno, il corpo della modella in lingerie sulla pedana al centro della stanza, stava seduta girata sulla sedia, a gambe aperte poggiando i gomiti sullo schienale e la testa sui gomiti, guardava fuori attraverso le ampie vetrate sul lato della stanza. Fuori nel piazzale gruppi di ragazzi parlavano e scherzavano tra loro, li vedevo bene dal fondo della classe in cui mi trovavo. Il sole, filtrando attraverso il verde degli alberi disegnava pozze di luce sul ghiaietto investendo tutto di pace e bellezza. Avevo 22 anni, il mondo e la vita ai miei piedi.
Se mi guardo allo specchio scopro di riuscire a nasconder il mio difetto anche a me stessa, ho continuato a dipingere ed oggi le mie grandi tele si trovano in molte case e in numerose gallerie. Ho il mio successo. Attraverso il sistema di fissaggio chimico che ho inventato riesco ad impressionare la tela con il pensiero e gli occhi, scatto la fotografia alle mie idee, al mio mondo inventato fatto di colori e forme, le offro per guadagnarmi uno stipendio, sento di aver fatto molto per me e di aver trovato un sistema per mantenere un contatto con tutti quei mondi fuori senza che questo mi soffochi, li tengo a distanza. Il mio psicoterapeuta dice che ho fatto grandi progressi, lui percepisce dei lievi allentamenti nelle mie tensioni, ho trovato una situazione di equilibrio trasferendo le mie ansie sulla tela.
So di esser ancora molto lontana da me stessa. Lo so, per la semplice ragione che mi so lontana da tutto ciò che può ferirmi. E tutto ciò è una continua meraviglia.

5 commenti:

  1. Io l'ho interpretato così... un micro mondo-bolla difettoso, nel sistema delle bolle-mondi.
    ... ciao... =)

    RispondiElimina
  2. soprattutto il finale :"So di esser ancora molto lontana da me stessa. Lo so, per la semplice ragione che mi so lontana da tutto ciò che può ferirmi. E tutto ciò è una continua meraviglia

    RispondiElimina
  3. grazie ... davvero!

    ora tocca da Aldo?

    RispondiElimina
  4. Bellissimo: la capacità di Anna rende più dura la salita :)

    RispondiElimina